Presidente Luigi Aschedamini Italy
Cari Amici Sportivi
Voglio innanzitutto ringraziare tutti per la fiducia espressa alla mia persona eleggendomi Presidente della WUKO, massima organizzazione storica del Karate mondiale mandando un virtuale abbraccio a tutti coloro che praticano la nostra meravigliosa Arte Marziale.
Desidero anche sinteticamente riportare il fantastico clima di fratellanza e di unione che si è manifestato nel Congresso di Taormina in Sicilia (Italia): ci si è trovati tra entusiasti amanti del karate e si è parlato dei problemi mondiali che lo attanagliano.
L’entusiasmo è stato identico a quello di un giovane praticante neofita che approccia alle prime lezioni: massima concentrazione, attenzione, passion e rispetto.
Il particolare importante però è che tutti coloro che erano presenti sono persone che rappresentano le più importanti federazioni al mondo e che, vivendo le arti marziali da anni, avrebbero dovuto essere disillusi, considerate i pochi valori che i vari ambienti organizzativi promulgano ed I business che quasi sempre nascondono.
A costo di sembrare sempre in controtendenza vorrei esprimere il mio pensiero sul momento che le arti marziali stanno attraversando nel mondo, in particolar modo vorrei accennare al tipo di approccio che gran parte delle Federazioni di arti marziali hanno nei confronti del karate, approccio che negli ultimi anni ha condizionato il tipo di rapporto organizzazione mondiale/federazione.
Una volta, in tempi meno commerciali, le Federazioni Nazionali si trovavano ad avere lo sbocco internazionale senza valutazioni parallele: il Presidente che si trovava in una delle tre organizzazioni mondiali importanti, vi rimaneva senza mai porsi il problema di cambiare perché la propria scelta era venuta dalla tradizione e dal cuore.
La federazione non si poneva il problema di cambiare ne tantomeno pensava di farlo per ottenere qualcosa in più: partecipava a ciò che la sua Organizzazione mondiale creava, ne condivideva le soddisfazioni e perfino le amarezze, insomma ne faceva parte vivendola perché capiva che anche la propria presenza era una parte fondante della federazione internazionale. Questa onesta e consapevole partecipazione stabiliva un legame fortissimo, come di parentela stretta, tra la sua federazione e la sua organizzazione mondiale.
In questi ultimi anni
ci sono stati cambiamenti notevoli: l’ego smisurato di alcuni personaggi li ha spinti a non amare più la propria organizzazione di appartenenza ma semplicemente a considerarla un bar dove si entra, si paga il caffè, si consuma e si esce, senza neppure porsi problemi morali o affettivi. Una volta l’abbandono di una federazione internazionale era considerato quasi un tradimento poiché esisteva un codice etico morale che metteva in questa luce chi abbandonava. E la cosa fantastica era che questa sensazione tutto sommato la provava tra sé e sé anche il Presidente Nazionale che aveva abbandonato la sua organizzazione mondiale.
Oggi in realtà una discreta parte di Presidenti non ci pensa un attimo: se c’è un piccolo problema o un’incomprensione, viene valutata come un’opportunità per cambiare, quindi un’opportunità di fare carriera questuando qualcosa in più alla nuova organizzazione, chiedendo senza neppure vergognarsi, pur di vedere riconosciuti da una Organizzazione mondiali i gradi dati in modo “commerciale”….
In sintesi ciò significa che non c’è più etica comportamentale, prima ed insostituibile dote del praticante di Arti Marziali.
Le cause che hanno ingenerato da anni questo triste processo sono da ricercare principalmente in due motivi: la coscienza dei praticanti e la serietà delle federazioni.
E’ assodato che la coscienza dei tesserati è e sarà sempre parte di una valutazione soggettiva ma d’altro canto dobbiamo però ricordare che le coscienze si formano e si affinano con la crescita e con gli esempi.
Coloro che sono preposti istituzionalmente a queste formazioni sono i maestri: formano tecnicamente gli atleti, lavorando sul loro fisico e, contemporaneamente, plasmando le loro coscienze sino a trasformarle in obbiettivi animi consapevoli.
E’ evidente che ci sono sempre meno esempi poiché in realtà ci sono sempre meno maestri che ritengono primo impegno e prima responsabilità dell’educatore (perché questo siamo) il dare giusti esempi e formare equilibrate coscienze.
Il secondo motivo è la serietà delle federazioni: questa è strettamente legata, fortunatamente solo per alcuni, a quella maledetta logica commerciale ed economica che ha fatto perdere di vista l’essenza e lo scopo istituzionale di una federazione.
Ora assistiamo addirittura a presidenti-venditori che fanno il porta a porta pur di catturare una società in più, promettendo ciò che sanno già che non potranno mai mantenere, e che assegnano ruoli quasi fosse un postal market.
Per questi individui l’importante è tesserare, fare fatturato senza preoccuparsi del fatto che in questo modo si rende meno credibile tutto il mondo delle arti marziali.
Il meccanismo più in voga è questo: al primo problema che si presenta non si lotta più per cambiare o migliorare dall’interno la struttura ma si crea una nuova federazione a propria misura e utilità.
E’ certamente la soluzione più semplice che però non fa che parcellizzare sempre più la già troppo compromessa consistenza del popolo del karate!
La soluzione è una sola:
le Organizzazioni mondiali siano serie e coerenti, e con garbo educhino le Federazioni a loro aderenti perchè ritrovino i veri valori del karate, e affinchè formino i maestri in modo che siano uomini di coscienza in grado di formare atleti che abbiano coscienza…
Questo principio, in apparenza molto semplice, è in realtà il compito più difficile che una Organizzazione mondiale deve svolgere, e per perseguire questi obbiettivi bisogna accantonare le logiche economiche e lo smisurato desiderio di prevalere sugli altri, sviluppando l’obbiettiva capacità di dare la giusta considerazione alle federazioni iscritte sapendo però scindere e riconoscere le effettive capacità morali ed organizzative tra di esse.
I primi a poter procedere su questa strada, la vera strada del Karate, sono I Presidenti delle Federazioni di ogni Nazione: loro hanno questo difficile compito iniziale e solo loro ne potrebbero avere i grandi meriti…
Noi certamente metteremo tutto il nostro impegno facendo la nostra parte istituzionale.
Meditate amici Presidenti, meditate….
Il Presidente WUKO
Shihan Luigi Aschedamini
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